Solo davanti ad un foglio bianco penso agli ultimi 21 mesi trascorsi al tuo fianco. Sono molte le considerazioni che potrei fare su di te, su di me e su di noi. Sicuramente la considerazione più lampante è che non ho smesso di scrivere, anche se ho rallentato i ritmi. Su di te si può aggiungere poco che le mie Poesie non abbiano già detto e continueranno a dire; le cose belle, eccessivamente belle, è difficile raccontarle o descrivere lucidamente, solo la poesia, con la sua innata dose di follia e irrazionalità, può pretendere di raccontare l’Amore.
L’ultima considerazione è su di noi, siamo ormai vicinissimi ad una tappa importante, e serve poca fantasia ad intuire il significato del titolo di questa raccolta, che nasce con l’intento esplicito di raccontare quanto di meglio capiterà, poco prima e subito dopo.
Mi sento di aggiungere un’ultima riflessione, che riguarda il mio “rallentamento” nella produzione poetica. Ad un lettore attento, è difficile negare ch’io sia per lo più un poeta della tristezza, che abbia scritto più Poesie legate al dolore, piuttosto che alla gioia. D’altrocanto ogni artista ha le sue fasi e le sue peculiarità. E’ molto semplice, a questo punto, dedurre che stia scrivendo meno, perché sto bene, molto bene, troppo bene, e questo bene lo si può descrivere semplicemente sussurrando il tuo nome.
Grazie ancora una volta per aver implicitamente accettato di essere mia musa silenziosa.